12.1.12

Anniversario della nascita dell'Anabattismo



Carissime amiche ed amici,
il prossimo 21 gennaio sarà l’anniversario della nascita del Movimento Anabattista avvenuta a Zurigo quando Jorg Blaurock chiese a Conrad Grebel di essere battezzato. Sono trascorsi 487 anni e alcune sue istanze sono state accolte, anche se parzialmente, da molte realtà ecclesiali. Tra queste il battesimo degli adulti, il congregazionalismo (che afferma che ogni Comunità locale è indipendente e realizza la Chiesa di Dio) e la separazione tra la chiesa e lo stato. Altre, purtroppo, sono state del tutto ignorate. Il discorso o sermone del monte che determina il comportamento cristiano, ad esempio, è rimasto lettera, o meglio, Parola morta, per tante, troppe chiese che si ostentano cristiane. 
A commemorazione dell’anniversario, è appropriato ricordare i principali valori evangelici sostenuti e difesi dal Movimento Anabattista, sottolineando, in particolare, che con secoli di anticipo e contro ogni potere, esso reclamò la libertà di coscienza e quella religiosa come valori inalienabili. Infatti lo stesso Gesù propose la salvezza e la libertà, non le impose…!
I Principali Valori Evangelici:
1)    Il divenire cristiani, testimoniato con il battesimo, è una risposta alla chiamata di fede da parte di Dio, individuale, ponderata e volontaria. Né la chiesa né lo stato possono obbligare al battesimo, soprattutto imponendolo ad inconsapevoli infanti, come avveniva e ancor oggi avviene in molte chiese. La chiesa e lo stato sono e devono rimanere realtà separate
2)    La volontà di Dio, a cui il cristiano deve obbedienza, non si riduce ai dieci comandamenti ma deve essere integrata dall’insegnamento di Gesù espresso nel sermone sul monte (leggiamo il Vangelo al cap. 5 di Matteo). Pertanto il cristiano, deve astenersi da ogni forma di violenza, sia ad offesa che a difesa, e da ogni carica che comporti potere, sia in politica che in magistratura. Inoltre si deve astenere dal giuramento e da ogni formalismo religioso. In sintesi il cristiano deve portare nel mondo l’annuncio d’amore e di salvezza del Cristo, avendo cura di coloro che si trovano nel bisogno e rispondendo con il bene a coloro che ci fanno del male. Senza un amore concreto, infatti, non vi può essere annuncio né invito ad accogliere la Parola di Dio (leggiamo  Matteo 25: 34-40).
3)    La chiesa non è una istituzione con capi che ordinano e fedeli che obbediscono. Essa è una comunità di eguali (leggiamo Matteo 23: 8-11). E' una Comunità di discepoli responsabili che, rigenerati nel battesimo, hanno assunto l’impegno di seguire nella propria vita Gesù come loro unico Maestro, illuminati e fortificati dallo Spirito Santo.
4)    Ogni Comunità dei discepoli è la Chiesa di Dio, ed è depositaria di ogni autorità religiosa. Suo è il compito di riconoscere i doni elargiti ai suoi membri dallo Spirito (quali il ministero del Pastore o degli Anziani o dei Diaconi o di qualsiasi altro) e ne deve controllare con scrupolo il loro adempimento. La Comunità deve anche assumersi l’impegno e la responsabilità di  allontanare quei membri che si rendano indegni del nome cristiano, affinché si ravvedano ricostruendo il loro corretto rapporto con Dio. E’ pure un compito della Comunità decidere sull’interpretazione della Sacra Scrittura, nella ricerca della volontà di Dio, come affermato da Giovanni nella sua Prima lettera, 2:20: “Ora voi avete l’unzione ricevuta dal Santo e tutti avete la scienza”.
Ma il tutto deve avvenire all’unanimità, poiché dove non vi è unanimità non vi è neppure lo Spirito.
Un augurio a tutti voi, care amiche e cari amici, di pace e serenità nel Signore Gesù,  Maestro e Speranza.